La dimora storica

Palazzo Pesce è un affascinante esempio tra le ville urbane settecentesche della Puglia. Situata nel comune di Mola di Bari, borgo angioino affacciato sul mare sulla linea adriatica, la antica via francigena, che la collega a nord con Bari e a sud con le province del salento; la residenza dista infatti soli venti minuti dall’aeroporto di Bari e un’ora da quello di Brindisi.
L’edificazione della dimora storica risale al XVIII secolo, quando venne concesso di costruire al di fuori della cinta muraria fortificata della corte del Castello Angioino di Mola di Bari.

I palazzi dei notabili molesi sono simili nell’assetto architettonico ai palazzi nobiliari di Capua e del territorio napoletano. Particolarmente presente nella nostra cittadina l’architetto Vincenzo Ruffo da Cassano, che realizzò il progetto della chiesa di Santa Chiara e fece dei lavori di ristrutturazione del porto. Allievo di Carlo Galli detto il Bibiena, Vincenzo Ruffo aveva diretto i lavori per la realizzazione della Reggia di Caserta e, con ogni probabilità, anche quelli di Palazzo Pesce.

La prima proprietaria fu la famiglia nobiliare Roberti, che vendette nel 1777 la casa ai Martinelli, per trasferirsi nel celebre “Palazzo delle cento camere” nella attigua piazza XX Settembre. Nel 1810 il Palazzo risulta essere già proprietà della famiglia Pesce, anch’essa blasonata. A questi ultimi sono dovute l’eleganza degli ambienti e l’elitario gusto per gli affreschi delle sale, nonché l’esercizio d’arte dei giardini, fresca oasi incorniciata dal bianco del tufo e dei conci calcarei. Gli specchi e le decorazioni ottocentesche degli spazi interni della casa sono illuminati dall’affaccio sul grande giardino interno in cui piante, fiori e alberi esotici incontrano il nespolo e gli agrumi. Una villa dove la sobria raffinatezza della nobiltà colta e l’amore per la terra e la natura fanno incontrare urbanità e quiete agreste.

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